Storia di un catalogo particolare
Sembrava una missione impossibile: pochi giorni per realizzare la localizzazione di un catalogo.
Da anni collaboriamo con un’azienda: diamo una mano nella parte grafica, realizziamo le illustrazioni e curiamo la manualistica.
Si tratta di un rapporto molto lungo e soddisfacente per entrambe le parti, per questo motivo quando si tratta di trovare soluzioni a problemi impossibili siamo i primi a venire interpellati 🙂
Mission impossible
Il cliente ha realizzato un catalogo per il mercato italiano che è servito da base per la realizzazione di un catalogo in inglese per il mercato americano.
Questo secondo catalogo, gestito sempre dal cliente è diverso per:
- formato (A4 l’italiano, lettera l’inglese)
- lingua
- unità di misura
- dati commerciali
- qualche articolo in meno nella versione inglese
Ci è stato chiesto di realizzare una versione spagnola del catalogo inglese che, come abbiamo visto, è diverso da quello in italiano.
La lingua di partenza per fare le traduzioni è l’italiano (lo studio di traduzioni è scelto dal cliente).
La soluzione a grandi linee

Utilizzando l’ormai collaudato metodo che usiamo anche nella realizzazione di listini prezzi multilingua, istruzioni d’uso e manualistica e di cui abbiamo parlato anche in questo post, abbiamo
- realizzato un documento italiano nel formato e con i dati tecnici e i contenuti dell’inglese
- importato la traduzione in spagnolo
Rispetto al copia-incolla tradizionale i vantaggi sono:
- notevole riduzione di costi e tempi
- minore possibilità di errore
- maggiore efficienza e coerenza nei testi

Se volete approfondire il metodo, di seguito ho riportato la procedura utilizzata.
Tenete presente che i documenti di cui parliamo hanno queste caratteristiche:
- non ci sono stili di paragrafo
- i box di testo sono tutti separati
La soluzione nel dettaglio

Catalogo 1 (italiano)
In questa fase abbiamo individuato il testo da sostituire all’inglese nel catalogo 2

Catalogo 2 (inglese)
In questa fase abbiamo individuato il testo da sostituire con l’italiano per poter richiedere le traduzioni
Dopo aver analizzato il documento abbiamo:
- ricollegato i box di testo del catalogo 1
- ricollegato i box di testo del catalogo 2 facendo attenzione a seguire lo stesso ordine
- estratto l’italiano dal documento 1 escludendo i dati tecnici dove possibile
- estratto l’inglese dal documento 2 escludendo i dati tecnici dove possibile
- creato un database dei testi allineando le due lingue
- importato l’italiano nel documento 2 in un nuovo livello
- verificato la correttezza dell’importazione
- fornito testi italiani per la traduzione e un pdf di riferimento
- popolato il database e importato la traduzione spagnola nel documento 2
- sistemato l’impaginato (lo spagnolo è più lungo dell’inglese)
- sistemato manualmente le unità di misura interne al testo (confrontando con il livello inglese)
- a cura dei traduttori c’è stata una supervisione finale che non ha rilevato alcun problema

I vantaggi nel dettaglio
Quasi sempre ci sono più metodi per arrivare al risultato, l’importante è trovare quello giusto per il particolare problema che ci si trova ad affrontare.
Raccogliendo le idee a mente fredda abbiamo stilato una breve lista dei vantaggi di questo metodo
- riduzione dei costi di traduzione (non si è dovuto tradurre l’inglese in italiano, lingua obbligata di partenza per la traduzione in spagnolo)
- ampliato il database (gestiamo la manualistica in 12 lingue di questo cliente attraverso indesign, xml e database)
- recuperato le traduzioni già presenti nel database istruzioni del cliente (coerenza e risparmio)
- ridotto al minimo le ridondanze nei testi e quindi il numero di testi da tradurre
- recuperato l’impaginazione e i dati tecnici

Catalogo spagnolo (documento richiesto dal cliente)
In questa fase abbiamo prima inserito le traduzioni già a database e poi richiesto quelle mancanti (qui già in verde)
Tutto è bene quello che finisce bene: progetto chiuso a tempo di record, cliente soddisfatto e database accresciuto.
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