Lavori creativi, creatività nel lavoro

Ho chiesto ad alcuni amici di postare qualche contributo sulla creatività quindi, se saremo fortunati, vedremo il punto di vista di un web designer che fa della creatività uno stile di vita oltre che un lavoro, di un ingegnere che la creatività la dosa con moderazione perchè troppa tutta insieme sarebbe forse indigesta, e di tutti coloro che vorranno dire la propria, spiegare la propria…io vi dirò cosa ne penso, magari alla fine…dopo aver ascoltato i pareri degli altri (così sarà più facile :-))

rimando a questo link per una definizione più ampia del concetto e per farsi un’idea di come la creatività non sfogata correttamente possa portare anche alla devianza

http://www.schizophreniaproject.org/Creativity/definizioni.htm

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  • barbara
    Posted at 20:36h, 29 Aprile Rispondi

    ok, gli amici latitano indaffarati in altri lidi quindi mi espongo io:
    creativi, se lo si è, lo si è sempre qualunque sia il lavoro.
    L’attitudine fondamentale è essere INCAPACI di adattarsi all’abitudine:
    niente già visto,
    niente già sentito,
    niente già fatto…nella mia vita privata il tutto si declina nell’aggiunta continua di nuove SITUAZIONI, nella vita lavorativa in quella di nuove SOLUZIONI.
    Faticoso e divertente, mettersi in gioco continuamente esponendosi anche al rischio di sbagliare…un po’ come Lo sperimentatore (Leonardo da Vinci) che ha combinato quel “pasticcio” (il Cenacolo) che quell’altro sperimentatore (Peter Greenaway) sta facendo rivivere…nessun paragone con i presenti, per carità 🙂 e adesso, ditemi un po’ voi

  • Stefano
    Posted at 15:05h, 17 Maggio Rispondi

    Il termine “creatività” non mi è mai piaciuto… semplifica e svia.

    “Semplifica” perché non credo nel genio individuale… troppo romantico, troppo eroico per un’economia fondata sul “lavoro di gruppo”…

    E poi “svia” perché l’origine dell’innovazione va ricercata in una congerie di premesse esplicite o implicite, ricercate o casuali.

    Penso in fondo che la più originale novità sia quella partorita da un equivoco in un dialogo: c’è quella giusta dose di caso, di pulsione inconscia, di burla e leggerezza…

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