Istruzione, questa sconosciuta: il lettore

In un arcifamoso libro “lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta” ho trovato la distinzione fra pensiero classico e pensiero romantico.

Per capirci, secondo Pirsig, il pensiero classico è quell’analitico.

Come esempio di questo pensiero, ci propone l’elenco dei componenti di una motocicletta suddivisi per macro categorie: la mente classica è una mente che seleziona e divide per comprendere.

Ah, dimenticavo di dirvi che il protagonista del libro, voce narrante, per lavoro scrive manuali istruzioni.

In contrapposizione c’è il pensiero romantico, quello di chi non perde di vista l’intero, la motocicletta per esempio, e ne apprezza le funzioni e la poesia intrinseca. Per una persona dotata di pensiero romantico, un testo strutturato come un elenco risulta noioso e vuoto. Il pensiero romantico vuole esempi, soluzioni, suggerimenti, segreti: in una parola, vuole godere del fascino del prodotto.

Quasi sempre le istruzioni d’uso sono scritte (pensate) da una mente analitica, mentre il lettore è altrettanto spesso una mente romantica.

Due visioni lì per lì inconciliabili.

Credo che sia importante mediare fra le due posizioni, la necessaria analiticità e l’indispensabile attrattività.

Comunicare informazioni al lettore è lo scopo delle istruzioni d’uso, e per raggiungere l’obiettivo è necessario parlare il suo linguaggio.

Rendere almeno un po’ intrigante, divertente e gradevole la lettura delle istruzioni d’uso può essere la soluzione.


Abbiamo sviluppato l’argomento in diversi modi, in questo post parliamo brevemente dei diversi scenari delle istruzioni d’uso

https://www.studiodz.it/comunicazione-tecnica/istruzione-duso-questa-sconosciuta-gli-scenari/

Qui parliamo della cosa che conosciamo meglio, le immagini nelle istruzioni per l’uso

https://www.studiodz.it/comunicazione-tecnica/istruzione-questa-sconosciuta-le-immagini/

https://www.studiodz.it/comunicazione-tecnica/istruzione-questa-sconosciuta-i-disegni-tecnicorealistici/

Qui vediamo altre tecniche e tipologie di immagini

https://www.studiodz.it/comunicazione-tecnica/istruzione-questa-sconosciuta-le-foto/

https://www.studiodz.it/comunicazione-tecnica/istruzione-questa-sconosciuta-render/

https://www.studiodz.it/comunicazione-tecnica/istruzione-questa-sconosciuta-i-fumetti/

Qui affrontiamo testi e scrittura tecnica

https://www.studiodz.it/comunicazione-tecnica/istruzione-questa-sconosciuta-il-testo-neutro/

https://www.studiodz.it/comunicazione-tecnica/istruzione-questa-sconosciuta-il-testo-commerciale/

https://www.studiodz.it/comunicazione-tecnica/istruzione-questa-sconosciuta-testo-tecnico/

https://www.studiodz.it/comunicazione-tecnica/istruzione-questa-sconosciuta-il-rapporto-con-le-traduzioni/

In questa serie di post parliamo di diversi strumenti e tecniche utilizzabili per le istruzioni d’uso

https://www.studiodz.it/comunicazione-tecnica/istruzione-questa-sconosciuta-il-video/

Qui parliamo di istruzioni d’uso per i software

https://www.studiodz.it/comunicazione-tecnica/istruzione-questa-sconosciuta-il-software/

Mentre qui affrontiamo il tema della modularità

https://www.studiodz.it/comunicazione-tecnica/istruzione-questa-sconosciuta-la-modularita/

Qui parliamo di Realtà Aumentata nelle istruzioni per l’uso

https://www.studiodz.it/comunicazione-tecnica/istruzione-questa-sconosciuta-augmented-reality/

Infine qui parliamo di costi delle istruzioni

https://www.studiodz.it/comunicazione-tecnica/istruzione-duso-questa-sconosciuta-i-costi/

 

No Comments
  • Alessandro
    Posted at 22:56h, 09 Settembre Rispondi

    Ottima osservazione Barbara. In effetti questo schema è uno schema latente, che di solito non esplicitiamo ma esiste. Spesso pensiamo che il nostro modo di osservare il prodotto sarà lo stesso di quello del cliente, invece non è sempre così… anzi… quasi mai. Ciao!

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