Questo fine settimana ho avuto modo di passare un po’ di tempo alla Maker Faire 2014, European Edition.

In questo video l’amico Stefano ha raccolto i momenti salienti dell’evento.

Si tratta della più importante fiera a livello europeo sul mondo dei Maker, dei FabLab e dell’autoproduzione: il posto giusto per vedere tendenze e applicazioni originali delle nuove tecnologie.

Ho partecipato attivamente all’info point degli Artigiani Innovativi, organizzato dagli amici di Lino’s type. Ho visto una grande voglia di sporcarsi le mani, di fare, di creare e di sperimentare, non solo da parte dei makers, originali e innovativi per definizione, ma anche del pubblico accorso in massa per vedere, capire, toccare e soprattutto provare misteriose ma affascinanti nuove tecnologie.

Dalla stampa 3d alla fresa digitale, dai materiali conduttori utilizzati nel tessile alla tecnologia arduino applicata nei campi più disparati, la Maker Faire ha offerto un panorama stimolante e vario del fermento di questo periodo. Non sono mancate le visite istituzionali e anche la stampa è stata presente in modo massiccio. Onore a Riccardo Luna, Massimo Banzi e a Stefano Micelli per la parte dedicata specificamente agli artigiani innovativi, un ritorno all’artigianato creativo e tecnologico insieme, un mix di nuovo e vecchio reinterpretato.

Tecniche letterpress

Muovendomi all’interno degli stand allestiti quest’anno al Parco della Musica, splendida location presa d’assalto in 3 giorni da almeno 100.000 persone, ho visto un po’ di tutto, anche la difficoltà di spiegare i progetti. Dovete immaginarvi piccoli stand, spesso composti solo da un tavolo di poco più di un metro con artigiani che non necessariamente sono dei comunicatori, prototipi e piccole produzioni, gente che cerca di scoprire dov’è l’innovazione. Il visitatore preso dall’ansia di capire perché la pasta fatta in casa o la tipografia siano alla Maker Faire ha poco tempo per visitare la manifestazione: tanta gente, grande quantità di cose da vedere tutte diverse e difficili da comprendere. Per fortuna la curiosità non manca, ma l’utilizzo di un po’ di comunicazione visiva (illustrazioni e disegni, fotografie, video…) avrebbe potuto rendere più efficace la partecipazione a questo evento.

In pochi ci hanno pensato, ma la visualizzazione di un processo è più immediata del suo racconto orale. Un evento di queste dimensioni, divertente ma faticoso anche per il pubblico, dovrebbe essere affrontato mettendosi nei panni di un visitatore.

Spiegazioni illustrate

Va bene il fascino del mistero, ma all’interno di un percorso costituito da una serie di altri prodotti misteriosi diventa un po’ snervante non riuscire a capire nulla e quando la pazienza è esaurita si rischia di venire liquidati come produttori di borsette, anche se il materiale usato per farle è il carbonio.

A proposito di progetti incredibili, fantastico quello di Troy e chi è riuscito a farselo raccontare da lui, con tutto il suo entusiasmo e la sua energia, sarà sicuramente d’accordo con me! Scarpe in grado di capire lo stato emotivo di chi le indossa e di comunicarlo a un device. Incredibile davvero!

Tessuti intelligenti per calzature

Il bello di questi eventi è poter parlare con l’artigiano, poter fare domande e, perché no, suggerire evoluzioni possibili. Però, per essere realisti, la concorrenza tra i progetti è alta, mentre sono limitate le risorse di tempo, attenzione ed energia di un visitatore. Spiegare visivamente un progetto, soprattutto se non è possibile farlo toccare o sperimentare dal vivo in tutte le sue fasi, significa attivare più curiosità e domande e avere maggiori chance di far centro.