L’IMPRESA Rivista Italiana di Management del mese di febbraio contiene numerose “curiosità”.

Ad esempio, sapete di cosa parlava Bill Gates a Davos quando si riferiva al capitalismo “creativo”?

Bene, sembra che parlasse della stessa cosa di cui parla  A. Savitz superconsulente della supersocietà di consulenza Pricewaterhousecooper nel suo ultimo libro The Triple Bottom Line:

essere “green” cioè essere una realtà produttiva attenta all’ambiente è indispensabile, ma adesso non è più sufficiente. Il nuovo modo di concepire il business  è una combinazione di 3 aspetti:

– profitto

– compatibilità ambientale

– società

riassumendo, ottenere profitto rispettando l’ambiente e allo stesso tempo affrontare questioni importanti per la collettività (ruolo sociale dell’impresa): il bell’articolo di Vito di Bari spiega con leggerezza cosa sia in concreto questo “nuovo capitalismo” creativo

e del Funky Business che mi dite???

devo ammettere che mi sono divertita un sacco leggendo questi articoli prima di tutto perchè hanno dato nuovo slancio al mio ottimismo.

Che le crisi servano per ripartire più forti, più sani e più belli è risaputo, ma addirittura più buoni, mi pareva troppo!!!

ebbene, il guru in giubbotto di pelle Jonas Ridderstråle procede anch’egli per triplette spiegando le caratteristiche del manager Funky:

– envisioning (immaginare il futuro)

– commitment (coinvolgere le persone)

– executing (produrre cambiamento)

ma la frase più bella ve la virgoletto tratta dall’intervista di Raul Alvarez a pag. 36

“La Leadership del XXI secolo richiede che executive ri-energizzati accettino responsabilità superiori per generare l’elemento-Wow, il fattore sorpresa”

FANTASTICO!!! e poi ancora, lavoriamo sui punti di forza e innoviamo: il segreto del successo è NON competere (nel senso di avere un prodotto così innovativo che siamo UNICI)

Secondo me vi ho dato stimoli per passare un week-end ad entusiasmarvi…fra una birra e l’altra, ovviamente 😉