Inizio con una protesta ufficiale a tutte quelle strutture alberghiere e congressuali che ancora impediscono un libero accesso alla rete: è triste ed anacronistico, e mi fa incavolare!

Fra gli incontri di mercoledì, Marta Bernstein ha stimoltato molti di noi.

Ne riassumo l’argomento con questo titolo: tipografia, amica sconosciuta

Una definizione molto popolare parla di tipografia come aspetto visivo della lingua, come a dire che bisognerebbe riuscire a scrivere trasmettendo le stesse emozioni della voce vale soprattutto per titoli, insegne, marchi, testi brevi…

Nell’ambito grafico tecnico, la tipografia diventa strumento di comunicazione che si piega al contenuto, veicolo trasparente che lo esalta. Ovviamente un testo lungo deve essere riposante e di facile lettura.

La tipografia ci mette a disposizione gli strumenti (dimensione, colore, stile, spazio, posizione) per stabilire gerarchie di argomenti, organizzare il testo, evidenziare concetti.

Nella scelta di un carattere è utile essere consapevoli delle finalità per cui è stato progettato.

Infatti, le lettere sono disegnate con caratteristiche diverse ad esempio, un carattere pensato per essere usato in tedesco avrà maiuscole meno accentuate e più eleganti di uno progettato per l’italiano (sic!).

Anche le dimensioni di utilizzo sono importanti: ci sono caratteri progettati per essere stampati molto piccoli e risultare ancora chiari e nitidi.

Considerata la dimensione media dei testi nelle istuzioni d’uso, è una caratteristica da tenere bene in mente!

Vi racconterò qualcos’altro nei prossimi post 😉

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