Intorno agli anni ’70, Andy Warhol, artista ed eclettico personaggio tra i più influenti dell’arte contemporanea, disse in futuro tutti saranno famosi per 15 minuti.

Il cinema con le comparse, la radio con gli interventi in voce degli ascoltatori, ma soprattutto la televisione prima con i vari dilettanti allo sbaraglio, poi con i primi Reality Show ha reso questa frase quasi profetica. Poi è arrivata internet, e davvero tutti siamo diventati potenzialmente delle star. Basta trovare qualcosa di originale, o più raramente di intelligente, da dire o da fare e si spalancano le porte della popolarità. Il selfie in particolare è il trend del momento, selfie ovunque e comunque.

Ne parliamo perché il fenomeno sta assumendo proporzioni preoccupanti, sia per il cattivo gusto (estremo il caso dell’infermiera che faceva i selfie con i malati deceduti) sia per la pericolosità.

Interessante a questo proposito il provvedimento preso dal Ministero degli Interni russo che ha avviato una campagna di sensibilizzazione volta a far riflettere sull’esistenza del “selfie sbagliato”, pericoloso se non inopportuno.

La campagna prevede la distribuzione di brochure (da questo link è possibile scaricare il pdf) e lezioni di selfie-sicuro nelle scuole, e non manca di una componente di coinvolgimento in quanto invita i ragazzi a suggerire e a disegnare altre situazioni pericolose da scoraggiare. Il video che propongo qui sotto, mostra la presentazione del progetto.

Una serie di pittogrammi, supportati da una brochure, sintetizza con dei segnali di divieto i pericoli ai quali scapestrati aspiranti famosi si sottopongono. Il Governo russo ha stimato in circa 100 feriti da inizio anno il costo sociale di questa moda, e ha pesato di intervenire.

Pittogrammi utilizzati nella campagna selfie-sicuro

I pittogrammi sono una modalità espressiva di cui abbiamo parlato spesso, in particolare in questo post.

Le persone sono abituate ai pittogrammi perché fanno parte della loro quotidianità: segnaletica stradale, avvertenze, divieti, indicazioni importanti. Sono estremamente diffusi perché considerati “universali” nel senso di capaci di comunicare aldilà delle barriere linguistiche e culturali. Questo è vero in particolare per quei segnali che siamo stati costretti ad apprendere (ad esempio alla scuola guida o ai corsi di prevenzione infortuni), ma è ormai scontato associare le forme e i colori del pittogramma con il suo significato: ad esempio il giallo pericolo e il rosso divieto, il triangolo pericolo, il cerchio barrato divieto.

L’infinito alfabeto dei pittogrammi (fatto in molti casi di immagini create appositamente) si arricchisce quindi di significati codificati e accettati, appunto colore e forma del contenitore, mentre all’interno la libertà espressiva è massima anche se le forme nere stilizzate sono le più comuni.I pittogrammi scelti dal Ministero russo seguono questa linea per quanto riguarda le forme umane con stilizzazioni più realistiche del contesto (tigre, treno in avvicinamento…).

Spero che questa campagna ottenga il risultato sperato. In Italia comincia intanto a diffondersi il divieto di selfie (per lo meno con lo stick) all’interno dei musei.