Un fine settimana intenso quello appena chiuso: venerdì il convegno alla Fornace, domenica la festa per i 20anni di Slow Food in Veneto.
Molti gli stimoli.
Per quanto riguarda il convegno, stranamente organizzato piuttosto bene :-), ho trovato interessante l’argomento “Rischio, Sogno, Ricerca”, meno il modo in cui è stato dipanato (in particolare, deludente l’intervento di Camuffo).
Non ho seguito i lavori fino alla conclusione quindi mi esimo dall’esprimere un parere complessivo.
Mi soffermo su due considerazioni:
Cristiano Seganfreddo paragona la proposta culturale del veneto a quella di Milano sottolineando la ricchezza e la complessità della prima che non avrebbe niente da invidiare all’altra. Veneto come metropoli, quindi.
Maria Luisa Frisa racconta di una Moda nata nei nostri territori. Ne parla come della Situazione che muove la mente, che allena al cambiamento e all’innovazione. Non avevo mai considerato la moda in questi termini ed è stato spiazzante ripensarne l’Idea (quella della moda inutile/futile/consumista).

Villa di Maser: evento SlowFood.
Carlin Petrini ha raccontato la sua idea di agricoltura e di società. Festa indimenticabile.
Perchè ne parlo? perchè gli stimoli arrivano da dove meno te li aspetti 🙂 e proprio Petrini mi ha fatto venire in mente una cosa…si parlava di prodotti agricoli “dimenticati” (in gergo Slow: Presidi) e del rapporto delle persone con la terra.
Mi è venuto in mente l’ananas Del Monte (e chi mi conosce qui si stupisce ma tant’è) che viene venduto con un cartoncino illustrato che spiega come tagliarlo..

How to Cut a Pineapple è un bell’esempio di video istruzione. Dategli un’occhiata se amate l’ananas!

ho pensato al cavolo rapa, un ortaggio prodotto comunemente qui in veneto (l’ho acquistato in un GAS chilometri zero) ma che non avevo mai visto prima: 1) cos’é? 2) crudo o cotto 3) con/senza foglie/buccia?…etc
Certo, se si è curiosi e capaci, si compra, si cerca su internet, si prepara e se piace, si ricompra. Ma quante volte la pigrizia vince sulla curiosità? Del Monte, mostrando come tagliare l’ananas ne rende più “facile” l’acquisto. Insomma, senza blaterare oltre, l’idea è: perchè non dire qualcosa anche sui prodotti agricoli? un foglio di istruzioni che ne renda più semplice la scelta e il consumo…è inutile negarlo, non è più vero che il consumatore sa che la patata si taglia e si mette in acqua per non farla annerire! Riflettete amici produttori e magari ditemi cosa ne pensate!