Esistono pittogrammi standard ben codificati per esprimere concetti legati soprattutto al mondo delle avvertenze e delle normative tecniche, ma esistono anche molti casi particolari in cui un’immagine è utile e se questa non esiste bisogna inventarla! Spunto per questa riflessione un recente viaggio a Torino.

Infatti lo scorso fine settimana sono stata catapultata nella città della mole per il progetto Stampomatica presentato a The Others (in un ex carcere) in occasione di Artissima.

lo spazio espositivo di The Others è un ex carcere

Una notte in gattabuia  affina i sensi ed è così che mi sono ritrovata a fotografare e a riflettere su alcuni pittogrammi inconsueti.

Ecco quindi questa panoramica di pittogrammi da scale mobili…

alcuni pittogrammi all'ingresso della metropolitana di Torino

In questo caso si è scelto di abbinare testo e immagine: il pittogramma ha la capacità di attrarre l’attenzione molto più del testo e ne aiuta la comprensione.

Il lavoro di noi grafici tecnici (se questa categoria esiste) è cercare di visualizzare messaggi più o meno complessi con un linguaggio di volta in volta tarato sull’utente.

Originale questo pittogramma fotografato all’interno della metropolitana in direzione Lingotto (all’Oval si svolge Artissima).

Il target del messaggio sono i bambini, per questo motivo si è scelto di comunicare con loro attraverso l’utilizzo di un personaggio (un orsetto) che attira l’attenzione dei più piccoli.

Un pittogramma per bambini collocato all'interno del treno

A dimostrazione della contemporaneità e della rilevanza del pittogramma nella cultura visiva contemporanea, ecco questa foto scattata nei padiglioni di Paratissima. Si tratta di una rielaborazione “artistica” dei segnali stradali.

A Paratissima i segnai stradali diventano pittogrammi artistici

Questo poi non l’avevo mani visto!

Un pittogramma su misura per un nuovo antifurto nebbiogeno

Se posso poi aggiungere una nota sulla città beh, è stata una piacevole sorpresa: fermento culturale e alimentare. Da golosa e curiosa quale sono non ho potuto esimermi dai classici torinesi, bicerin e finanziera fra tutti 🙂