Dopo aver parlato brevemente del lavoro di Noorda, mi è venuta voglia di ragionar sui pittogrammi.

Il pittogramma è, secondo le definizioni ufficiali, un elemento di una scrittura pittografica che rappresenta un oggetto o in alcuni casi un’idea elementare. Insieme agli ideogrammi, i pittogrammi sono attualmente utilizzati per esprimere comunicazioni che possono essere comprese anche da popoli che parlano lingue diverse. L’esempio più completo è quello della segnaletica stradale, che è appunto costituita da pittogrammi (e da ideogrammi) ed è comprensibile in tutte le parti del mondo.

Ogni disegno assunto convenzionalmente come elemento di scrittura o come segnale di qualcosa.

Ognuno di noi, durante la propria giornata si trova ad interpretare svariati pittogrammi, partiamo appunto dai più comuni, quelli della segnatica stradale o quelli che si vedono per la strada all’esterno di un cantiere edile.

Nelle scatole dei prodotti che compriamo, spesso ci sono pittogrammi che rappresentano semplicemente degli oggetti o il loro utilizzo.

E poi ci sono i pittogrammi che io definisco “creativi” legati cioè a situazioni particolari, non codificati come standard. Spesso sono immagini curiose perché inattese, ma il messaggio è decisamente chiaro.