Ed eccoci alla seconda trance della mia relazione.

Le aziende hanno inviato al seminario chi in ufficio si occupa di redigere i manuali, sapete quelle figure di interfaccia tra l’area tecnica e la grafica oppure i malcapitati a cui è stata passata la patata bollente della documentazione tecnica.

In ordine di apparizione, ecco l’intervento di Romano Mambelli, normatore dell’UNI e technical writer.

L’intervento è stato piuttosto incisivo nel mettere in luce difetti e inadeguatezza: la più banale anche se di sostanza, è lo scarso utilizzo di un italiano corretto, nella forma e nella punteggiatura

Ma non solo critiche, anche consigli e segreti del “dietro le quinte”

Mi piace soffermarmi sull’UNI. Sapete di cosa si tratta immagino, comunque in due parole, è un organismo nazionale che si occupa di unificare, in particolare ci interessa perchè redige quelle famose Normative alle quali molti prodotti devono attenersi.

Quindi l’UNI è una struttura complessa organizzata in Commissioni e organi tecnici ognuno con particolari competenze.

La stesura di una normativa viene fatta dall’organo tecnico competente sull’argomento, strutturato in gruppi di lavoro costituiti da esperti che rappresentano le parti economiche e sociali interessate (produttori, utilizzatori, commercianti, centri di ricerca, consumatori, pubblica amministrazione…).riassumendo, mi è sembrato di capire che gli interessi dei produttori vengono “tutelati” il più possibile, magari decidendo di omettere un obbligo perchè commercialmente non conveniente. Scelta miope visto che può determinare una serie di inconvenienti.

Ad ogni modo, tornando ai suggerimenti:

– analisi dei rischi residui e degli usi impropri

– il concetto comunicativo: vedere, pensare, usare

– definizione del destinatario del prodotto

– definizione dell’ordine espositivo dei contenuti

– addestramento (il manuale per il manutentore e la formazione pregressa per utilizzare il prodotto)

– alla fine del lavoro: usability test per verificare se il mauale sia comprensibile bella grafica e nella comunicazione

– la prova pratica

Scusate se l’ho buttata giù un po’ sintetica, comunque resta il fatto che spesso si dice che “i manuali non servono tanto non li legge nessuno!”

Vi siete mai chiesti perchè? la risposta  è che sono fatti male: spesso sono scritti in un italiano ruvido, sono noiosi, ripetitivi, troppo tecnici e chi li scrive pecca di sensibilità alla sicurezza!

sicurezza

la vignetta è stata estrapolata dal sito http://www.ilballodisanvito.com/

La nostra filosofia è quella di utilizzare molte immagini: sono immediate, intuitive, chiare e il poco testo necessario rende agile la consultazione del manuale, ma se volete scrivere internamente la documentazione, scegliete persone con caratteristiche adatte e formatele.

Non è un lavoro che si improvvisa, ma un lavoro fatto di competenza e attenzione. A Treviso c’è un punto UNI, è una fortuna da sfruttare.