Continuiamo il nostro excursus sulle caratteristiche dei manuali istruzioni e, dopo aver parlato di immagini, parliamo di impaginazione.

L’impaginazione è un modo per dare forma ai contenuti organizzandoli  in modo chiaro, gradevole e razionale, e coinvolge sia la parte illustrativa che la parte testuale. Per parte illustrativa intendo l’organizzazione interna delle figure attraverso l’utilizzo di particolari o di una certa articolazione che suddivide la sequenza in fasi: si tratta dell’impaginazione di immagini diverse che hanno relazioni di dipendenza o di complementarietà fra loro.

Ma tornando all’impaginato in generale, la prima cosa da scegliere è la tipologia di formato.

Non esiste infatti solo l’A4, il formato della carta della fotocopiatrice, per capirci!

In base alla tipologia, alla quantità e alla qualità dei contenuti è infatti possibile scegliere layout differenti. Importante è tenere presente le condizioni di utilizzo del manuale (per stabilire le caratteristiche minime per garantire la leggibilità del documento) e lo spazio disponibile nell’imballo del prodotto.

Il pieghevole è un esempio di formato flessibile, interessante nel caso di un numero contenuto di immagini abbinate a un testo in più lingue. Le sue caratteristiche principali sono la modularità: aggiungo una lingua, aggiungo un’anta e la leggibilità (testi e disegni sempre vicini). Una volta stabilita la dimensione da chiuso si può spaziare sulle tipologie di piega (a fisarmonica, a finestra,…) anche a seconda della quantità di ante necessarie.

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Un altro esempio è il classico libretto, utile in presenza di un numero rilevante di immagini e di un testo corposo, anche in più lingue. In questo caso è sulla dimensione che si può ragionare: A4, A5 o altro a seconda delle necessità del contenuto e/o del packaging nel quale il manuale verrà inserito.

A questo punto si passa alla strutturazione dei contenuti: la parte testuale va organizzata in modo da definire il significato e il peso dei vari elementi (note, avvertenze, titoli, didascalie, etc.) attraverso l’utilizzo delle caratteristiche del testo (dimensione, attributi, colore…scegliendone un paio di fissi, però!), l’uso dello spazio e di eventuali modalità migliorative della leggibilità come tabelle o elenchi.

Dopo aver stabilito i criteri (le regole) di impaginazione del testo base, si inserisce l’eventuale testo multilingua. Questa procedura può essere realizzata attraverso l’utilizzo di sofisticati sistemi informatici che applicano “etichette” (tag) che memorizzano la formattazione del testo base e la trasferiscono sul corrispondente testo tradotto. Un’occhiata allo scorrimento e a questi dettagli non automatizzabili e voilà, il gioco è fatto.

L’importate è quindi arrivare alla strutturazione di un buon impaginato nella lingua di partenza, coerente con la parte illustrativa e con le esigenze di leggibilità e di gradevolezza.

L’organizzazione dei contenuti rende già da sola più fruibile un documento, l’uso di font adatti e un corretto peso della pagina danno quel pizzico di piacevolezza che invita alla lettura.