Vi racconto com’è andata il 28 Aprile a Villa del Conte (PD).

Il progetto di Anna prevedeva una serie di momenti:

– viaggio in treno del pendolare

– arrivo in stazione ed utilizzo di un mezzo di trasporto pubblico (bicicletta)

– gioco del golf: fare buca da un’azienda all’altra in zona industriale (un modo per connettere spazi e persone)

– mostra in Lago: le fasi del progetto, presentazione della libreria-contenitore costruita con la forma della mappa della città, un ragionamento sul tempo e sullo spazio…

Un progetto complesso e articolato che ha avuto un notevole successo, specialmente nella sua capacità di attivare il nonluogo per eccellenza, la zona industriale.

Incredibile scoprire che imprenditori vicini di stabilimento non si erano mai parlati: proprio tra una buca e l’altra si è fatta conoscenza. Conoscersi, scoprirsi, confrontarsi…questo sembra il vero successo dell’evento.

Anna, arrivata da Rovereto a Villa del Conte dopo un viaggio in treno di circa 3 ore, si è subito resa conto che il problema vero della zona sono i trasporti. La stazione è a 500 metri dalle aziende, in linea d’aria probabilmente a 50. Un passaggio a livello con tempi d’attesa particolarmente lunghi, un percorso fra capannoni e parcheggi. Da un sondaggio nelle aziende è saltato fuori che solo un paio di persone utilizzano il treno per andare al lavoro: due eroi vengono fotografati in treno sulla poltroncina che Anna ha immaginato che trenitalia dovesse dedicare loro. E poi eccoci in stazione, una piccola stazione di campagna, un po’ far west.

Una pensilina all’esterno ripara le biciclette che periodicamente vengono private di qualche pezzo (pedali, sella, ruota…) o spariscono del tutto. Anna ha dedicato molto tempo alla preparazione del progetto, soprattutto ha parlato con le persone. E’ proprio su questo dialogo che la sua sensibilità di artista ha iniziato ad elaborare.

E da qui nasce anche l’idea di provocare i ladri che trafficano con le bici.

I pezzi rubati più frequentemente sono stati colorati di giallo fosforescente: visibili anche di notte (momento in cui i furti si intensificano) permettono al ladro di identificare immediatamente il componente. Anna ha pensato di fornire al ladro anche un’istruzione di smontaggio dei vari pezzi. Non che il ladro ne abbia bisogno, si tratta di una provocazione: fallo, se hai il coraggio!

 

istruzioni-bicicletttaE noi abbiamo pensato a un’istruzione illustrata in cui disegni istruzione non hanno bisogno di testo.

L’idea è quella di far riflettere il ladro su quello che sta facendo e sulle modalità di controllo e protezione delle bici.

 

Funzionerà? Vedremo…per il momento è stato un modo per incoraggiare il Comune a far partire un progetto di mobilità sostenibile.

Prossimamente spero di avere qui Anna per una breve intervista. Le chiederò di parlarci del suo rapporto con la documentazione tecnica e di immaginare qualcosa di nuovo. Credo che sia proprio dalla contaminazione che può nascere il cambiamento. E come direbbero quelli bravi, il miglioramento continuo 🙂