A Pasqua, come resistere all’uovo di cioccolato?! Adulti e bambini scartano con delicatezza o con impeto il bel pacchetto di carta colorata. Sanno cosa c’è dentro (1° livello=uovo di cioccolato), ma ancora non sanno cos’altro c’è (2° livello=sorpresa!).

Il meccanismo è incredibilmente semplice e geniale, fa leva sulla gola e sulla curiosità.

Quest’anno il mio uovo, scartato con impeto e rotto con un pugno come da tradizione, era di ottimo cioccolato extra-fondente, con sorpresa “ecosostenibile”. Sul cartellino esterno campeggiava infatti un marchio di legambiente ed io già pensavo a qualcosa di biodegradabile. Ma c’è un altro modo per essere ecologicamente corretti: esiste il concetto, in Italia poco diffuso, di riutilizzo.

Dentro il guscio di cioccolato infatti, non c’era niente di diverso da quello che si trova in un qualsiasi uovo di Pasqua: un piccolo contenitore di plastica trasparente (bussolotto) con all’interno un regalo (braccialetto) e un piccolo pieghevole.

Ma, sorpresa! apro il pieghevole e cosa mi trovo? un’istruzione per il riutilizzo del bussolotto!

Suggerimenti illustrati, più o meno fantasiosi, su come reinventare un pezzo di plastica per allungargli la vita e renderlo almeno moralmente meno dannoso per l’ambiente.

istruzione riutilizzo bussolotto

istruzione riutilizzo bussolotto

Aldilà della credibilità o meno delle idee proposte, trovo comunque intelligente l’idea di suggerire ed alludere alle mille possibilità che la fantasia può offrire

1 apre la mente: se posso farci un portamonete perchè non posso farci una casa per le pulci ammaestrate?

istruzione riutilizzo bussolotto

2 se posso riutilizzare un bussolotto così apparentemente inutile, perchè non posso riutilizzare e reinventare la bottiglia del latte?

e poi,

3 se anche un elemento marginale dell’uovo è stato trattato con tanta cura, chissà quanta maestria è stata messa nella realizzazione del cioccolato!

4 se quest’azienda è così sensibile agli aspetti ambientali, chissà com’è eticamente corretta con i propri dipendenti e fornitori…

Quello che voglio dire è che, grazie ad un approccio originale, quest’uovo di cioccolato è diventato qualcos’altro e di questa sua differenza ha contaminato positivamente tutta l’immagine aziendale.

Un’istruzione, lo sostengo da tempo, non è altro che un’opportunità. Non è pubblicità, ma è servizio. Il cliente la guarda con uno spirito aperto e curioso, scopre l’azienda e la sua filosofia in modo empirico, attraverso l’esperienza complessiva del prodotto.