Lo scorso week-end ho partecipato al festival della letteratura di Mantova. Programma ricco e variegato.

Dopo un incontro sul carcere di Bollate e la scoperta di uno scrittore newyorkese culto io e l’amica Livia siamo state attratte da un incontro su tecnologia ed educazione nel contesto africano organizzato dall’associazione Lettera 27, ovvero sulle tecnologie a basso costo e ad alto contenuto educativo.

Per farla breve, gli oratori erano un gruppo eterogeneo di persone che spaziava da un artista francese inventore della valigia pedagogica, al fondatore del maker faire africa, ad un rappresentante di Tink, nella persona di Massimo Banzi consulente, insegnante di design interattivo e creatore di Arduino. Arduino è una scheda (costo trenta dollari circa) facilmente programmabile attaverso la quale è possibile interagire con a tecnologia e piegarla facilmente ai propri desideri.

La faccio semplice lo so, ma l’approccio è un po’ questo: portare la tecnologia fra le braccia di chi di tecnologia non sa nulla. E come?

Attraverso un linguaggio diretto che evita tecnicismi e va dritto al punto. Mi sembra una linea condivisibile: dare al “cliente” le informazioni in un formato digeribile e magari, chissà, attraverso step successivi portarlo a porsi altre domande e a chiedere risposte più complete. L’innovazione sta soprattutto nel fatto che non solo il software è open source, ma anche l’hardware! Potete costruire il vostro Arduino, vi forniscono istruzioni e i segreti per farlo.