Istruzione, questa sconosciuta: il lettore
27 maggio 2010 | BarbaraIn un arcifamoso libro “lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta” ho trovato la distinzione fra pensiero classico e pensiero romantico.
Per capirci, secondo Pirsig, il pensiero classico è quell’analitico.
Come esempio di questo pensiero, ci propone l’elenco dei componenti di una motocicletta suddivisi per macro categorie: la mente classica è una mente che seleziona e divide per comprendere.
Ah, dimenticavo di dirvi che il protagonista del libro, voce narrante, per lavoro scrive manuali istruzioni.
In contrapposizione c’è il pensiero romantico, quello di chi non perde di vista l’intero, la motocicletta per esempio, e ne apprezza le funzioni e la poesia intrinseca. Per una persona dotata di pensiero romantico, un testo strutturato come un elenco risulta noioso e vuoto. Il pensiero romantico vuole esempi, soluzioni, suggerimenti, segreti: in una parola, vuole godere del fascino del prodotto.
Quasi sempre le istruzioni d’uso sono scritte (pensate) da una mente analitica, mentre il lettore è altrettanto spesso una mente romantica.
Due visioni lì per lì inconciliabili.
Credo che sia importante mediare fra le due posizioni, la necessaria analiticità e l’indispensabile attrattività.
Comunicare informazioni al lettore è lo scopo delle istruzioni d’uso, e per raggiungere l’obiettivo è necessario parlare il suo linguaggio.
Rendere almeno un po’ intrigante, divertente e gradevole la lettura delle istruzioni d’uso può essere la soluzione.








Ottima osservazione Barbara. In effetti questo schema è uno schema latente, che di solito non esplicitiamo ma esiste. Spesso pensiamo che il nostro modo di osservare il prodotto sarà lo stesso di quello del cliente, invece non è sempre così… anzi… quasi mai. Ciao!